Il cambiamento climatico, la deforestazione e la pressione crescente delle attività umane stanno causando un vero allarme globale per la sopravvivenza delle specie arboree. La perdita di alberi e foreste non è solo una questione estetica o di paesaggio naturale: rappresenta una minaccia concreta per la biodiversità mondiale, la stabilità degli ecosistemi e la stessa sopravvivenza dell’umanità. Negli ultimi anni, autorevoli report e studi scientifici hanno reso pubblico un quadro estremamente preoccupante sulla condizione degli alberi in tutto il mondo, mettendo in luce dati allarmanti sia su scala globale che locale.
Quante specie di alberi rischiano davvero di scomparire?
Secondo il report “State of the World’s Trees”, pubblicato dal Botanic Gardens Conservation International (BGCI), una specie su tre di alberi esistenti sul pianeta è oggi a rischio di estinzione. Stiamo parlando di circa 17.500 specie di alberi che corrono il pericolo di scomparire per sempre dal loro habitat naturale. Questo dato rappresenta un’emergenza senza precedenti nella storia recente della biosfera terrestre, con un impatto superiore a quello riscontrato in altri grandi gruppi animali: gli alberi minacciati sono infatti il doppio rispetto alle specie di mammiferi, uccelli, anfibi e rettili minacciate messe insieme.
L’analisi della Lista Rossa della IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) conferma come più di un terzo delle specie arboree valutate sia oggi considerato a rischio. Su 58.497 specie di alberi analizzate dal BGCI a livello globale, almeno il 30% è classificato come minacciato, mentre almeno 142 specie risultano già estinte in natura. Ulteriormente allarmante è il dato relativo alle popolazioni residuali: oltre 440 specie di alberi hanno ormai meno di 50 individui rimasti in natura, come nel caso del cedro di Mulanje in Malawi o del carpino bianco di Menai in Galles, giunti ormai a un passo dall’estinzione completa.
L’Europa e la crisi delle foreste autoctone
L’Europa non fa eccezione: anche sul Vecchio Continente, la perdita di biodiversità arborea assume contorni drammatici. Secondo uno studio dettagliato dell’IUCN sulla biodiversità forestale europea, il 42% delle 454 specie arboree censite in Europa è oggi inserito nelle categorie “a rischio” della Lista Rossa. Il dato è ancor più drammatico quando si considera il patrimonio endemico: il 58% delle specie presenti esclusivamente in Europa risulta sotto minaccia, mentre il 15% è già classificato come “in pericolo di estinzione”.
I fattori che minacciano le foreste europee sono molteplici: accanto a malattie e parassiti, svolge un ruolo sempre più rilevante la diffusione di specie aliene introdotte dall’uomo, che entrano in competizione con la flora autoctona, così come il cambiamento climatico, la frammentazione degli habitat e lo sviluppo urbano incontrollato.
Specie particolarmente minacciate: le icone di una biodiversità in pericolo
Non tutte le specie di alberi sono colpite nello stesso modo dal rischio di estinzione. Il rapporto della BGCI segnala alcune famiglie particolarmente esposte:
- Magnolie: molte specie sono minacciate da disboscamento e raccolta eccessiva nei territori d’origine.
- Querce: specie come la Quercus rubra sono insidiate dalla perdita di habitat e dalla diffusione di malattie.
- Acero: specialmente nelle regioni temperate, il cambiamento climatico e la pressione fitosanitaria aumentano i rischi per alcune varietà.
Oltre a queste, molte specie tropicali rischiano di scomparire per sempre a causa della conversione delle foreste in piantagioni ed estensive monoculture, con effetti a cascata su tutta la catena alimentare e sui servizi ecosistemici fondamentali offerti dagli alberi.
Cause della crisi: tra cambiamento climatico e attività umane
La scomparsa progressiva delle specie arboree è legata a una molteplicità di cause, spesso interconnesse:
- Perdita e frammentazione degli habitat: la deforestazione, la conversione agricola e l’urbanizzazione sono i principali responsabili della riduzione delle aree boschive, provocando isolamento genetico e difficoltà di riproduzione per molte specie.
- Cambiamento climatico: l’alterazione delle temperature e delle precipitazioni sta spingendo molte specie al di fuori delle proprie nicchie ecologiche, rendendo difficile la loro sopravvivenza soprattutto in aree montane e tropicali.
- Malattie invasive e parassiti: la diffusione crescente di nuovi agenti patogeni, favorita dagli scambi globali, sta decimando alcune popolazioni arboree già vulnerabili.
- Sfruttamento diretto: il taglio illegale, la raccolta di legnami pregiati e la pressione commerciale sulle foreste rappresentano un ulteriore gravissimo fattore di rischio.
- Specie invasive: l’introduzione volontaria o accidentale di piante e animali esotici altera gli equilibri naturali, creando nuove competizioni e favorendo la perdita di specie native.
Come hanno sottolineato diversi studi internazionali, la perdita degli alberi non comporta solo un “impoverimento del verde” ma mette a rischio l’intero funzionamento degli ecosistemi terrestri. Gli alberi garantiscono la regolazione del ciclo dell’acqua, il sequestro di carbonio dall’atmosfera, la stabilità del suolo, oltre a essere fondamentali per la sopravvivenza di infinite specie animali e vegetali correlate.
Il declino delle foreste ha ripercussioni anche sull’attività umana: oltre la metà del PIL mondiale dipende direttamente o indirettamente dai servizi che la natura fornisce, e la perdita di biodiversità minaccia seriamente la sicurezza alimentare, la produzione farmaceutica, la qualità dell’aria e dell’acqua e persino la lotta al cambiamento climatico.
Tutelare la biodiversità arborea: una sfida globale
Di fronte a numeri così drammatici, l’impegno per la conservazione degli alberi diventa una priorità inderogabile. I principali organismi internazionali indicano alcune delle strategie più efficaci:
- Espansione delle aree protette e migliore gestione delle foreste esistenti, con particolare attenzione alle specie endemiche e alle zone ad alta biodiversità.
- Monitoraggio costante dello stato di salute delle foreste tramite strumenti sempre più avanzati e tecnologie di telerilevamento.
- Lotta alle specie invasive e rafforzamento delle frontiere fitosanitarie.
- Educazione ambientale a tutti i livelli, per accrescere la consapevolezza dell’importanza della tutela degli alberi.
- Restauro ecologico di aree degradate e promozione della riforestazione con specie autoctone.
Il futuro della biodiversità globale passa anche dalla sopravvivenza degli alberi: proteggere queste specie significa tutelare la resilienza dei nostri ecosistemi e garantire anche alle prossime generazioni la possibilità di vivere in un mondo vario, sano e sostenibile.