La persistente difficoltà nell’evacuazione, tipica della stitichezza cronica, rappresenta una sfida per molte persone ed è spesso fonte di disagio nell’attività quotidiana. Affrontare un problema che “non passa” non solo impatta il benessere fisico, ma condiziona anche la qualità della vita, motivo per il quale è fondamentale identificare tempestivamente la tipologia di disturbo e il professionista più indicato a cui affidarsi.
Quando riconoscere la stitichezza cronica e perché non ignorarla
Soffrire di stitichezza significa sperimentare un’evacuazione difficoltosa o infrequente, con feci dure, senso di evacuazione incompleta, gonfiore e, talvolta, dolore addominale. Si parla di cronica quando questi sintomi persistono per almeno tre mesi e non rispondono a semplici cambiamenti nello stile di vita come una dieta più ricca di fibre o un aumento nell’assunzione di acqua.
Tra le cause principali figurano:
Ignorare una stitichezza che non si risolve può portare a complicanze come emorroidi, ragadi anali, prolasso rettale o peggiorare patologie già esistenti. In casi rari, potrebbe anche essere la spia di patologie più gravi come neoplasie del colon-retto, per cui segnalare sintomi persistenti al medico è essenziale.
Lo specialista giusto: gastroenterologo o colonproctologo?
Molte persone si domandano a chi rivolgersi quando la stitichezza diventa cronica e compromette la qualità della vita. La risposta dipende dai sintomi predominanti e dalla storia clinica del paziente, ma le figure di riferimento sono essenzialmente due: il gastroenterologo e il colonproctologo (o proctologo).
Ruolo del gastroenterologo
Il gastroenterologo è lo specialista dell’apparato digerente, esperto nel diagnosticare e trattare tutte le forme di alterazione del transito intestinale. Questa figura è particolarmente indicata se si presentano:
Il medico raccoglierà un’anamnesi dettagliata, eseguirà una visita e, se necessario, programmerà esami diagnostici come emocromo, dosaggi ormonali e colonscopia, soprattutto in presenza di familiarità per tumore del colon-retto o quando sono presenti altri segni di allarme. Il gastroenterologo valuta anche possibili cause come la disbiosi intestinale o l’alterazione della flora batterica.
Quando serve il colonproctologo
Se il disturbo coinvolge, invece, gravi difficoltà espulsive, senso di evacuazione incompleta, bisogno di adottare manovre manuali o presenza di prolassi rettali, è preferibile rivolgersi subito a un colonproctologo. Questo specialista si occupa infatti delle patologie di ano, retto e pavimento pelvico e, oltre alla visita proctologica, può richiedere approfondimenti come:
La riabilitazione del pavimento pelvico e terapie specifiche rappresentano spesso una soluzione per forme di stipsi secondarie a disfunzioni muscolari locali.
Il percorso diagnostico e le prime strategie terapeutiche
Dopo il primo consulto, sia il gastroenterologo sia il colonproctologo possono proporre una serie di indagini tese a:
Solo dopo un’attenta diagnosi sarà possibile stilare un piano terapeutico personalizzato, che può includere:
Un aspetto fondamentale della visita specialistica è capire se la stitichezza rappresenta un sintomo isolato o inserito in un quadro clinico più complesso, che necessita di essere affrontato con un approccio multidisciplinare.
Quando rivolgersi subito allo specialista
Esistono segnali che, se presenti insieme alla stitichezza cronica, richiedono una valutazione medica urgente:
In queste situazioni, il tempestivo consulto specialistico permette di individuare rapidamente eventuali patologie sottostanti e di iniziare una terapia mirata che può fare la differenza nella prognosi.
Il ricorso autonomo e prolungato a lassativi, senza controllo medico, è sconsigliato perché può peggiorare la situazione, causare dipendenza intestinale e mascherare possibili complicanze.
Conclusioni e consigli pratici
Affrontare una stitichezza cronica ostinata richiede sempre una valutazione da parte di specialisti esperti. Il primo riferimento è il gastroenterologo, adatto per tutti i casi in cui il disturbo sia legato al rallentamento del transito o a condizioni funzionali. Il colonproctologo diventa essenziale in presenza di problematiche espulsive, disfunzione del pavimento pelvico o sospetto di patologie dell’area anorettale.
Adottare buone abitudini alimentari, mantenere una regolare attività fisica e ascoltare il proprio corpo sono passi chiave nella prevenzione. Tuttavia, quando la stitichezza non passa, rivolgersi allo specialista giusto è la scelta più responsabile e sicura per individuare la vera causa del disturbo e tornare a vivere con serenità.