Stitichezza cronica che non passa? Ecco lo specialista giusto a cui rivolgerti subito

La persistente difficoltà nell’evacuazione, tipica della stitichezza cronica, rappresenta una sfida per molte persone ed è spesso fonte di disagio nell’attività quotidiana. Affrontare un problema che “non passa” non solo impatta il benessere fisico, ma condiziona anche la qualità della vita, motivo per il quale è fondamentale identificare tempestivamente la tipologia di disturbo e il professionista più indicato a cui affidarsi.

Quando riconoscere la stitichezza cronica e perché non ignorarla

Soffrire di stitichezza significa sperimentare un’evacuazione difficoltosa o infrequente, con feci dure, senso di evacuazione incompleta, gonfiore e, talvolta, dolore addominale. Si parla di cronica quando questi sintomi persistono per almeno tre mesi e non rispondono a semplici cambiamenti nello stile di vita come una dieta più ricca di fibre o un aumento nell’assunzione di acqua.

Tra le cause principali figurano:

  • Stili di vita errati: scarso consumo di fibre, idratazione insufficiente, poca attività fisica.
  • Disturbi funzionali come la sindrome del colon irritabile.
  • Patologie endocrine (ipotiroidismo), neurologiche (malattia di Parkinson), o metaboliche (diabete).
  • L’uso continuativo di farmaci come antistaminici, ansiolitici, antidepressivi, ipertensivi o integratori di calcio.
  • Ignorare una stitichezza che non si risolve può portare a complicanze come emorroidi, ragadi anali, prolasso rettale o peggiorare patologie già esistenti. In casi rari, potrebbe anche essere la spia di patologie più gravi come neoplasie del colon-retto, per cui segnalare sintomi persistenti al medico è essenziale.

    Lo specialista giusto: gastroenterologo o colonproctologo?

    Molte persone si domandano a chi rivolgersi quando la stitichezza diventa cronica e compromette la qualità della vita. La risposta dipende dai sintomi predominanti e dalla storia clinica del paziente, ma le figure di riferimento sono essenzialmente due: il gastroenterologo e il colonproctologo (o proctologo).

    Ruolo del gastroenterologo

    Il gastroenterologo è lo specialista dell’apparato digerente, esperto nel diagnosticare e trattare tutte le forme di alterazione del transito intestinale. Questa figura è particolarmente indicata se si presentano:

  • Evacuazioni molto diradate nel tempo (meno di tre a settimana)
  • Feci di consistenza particolarmente dura
  • Gonfiore addominale frequente
  • Senso generale di rallentamento intestinale
  • Il medico raccoglierà un’anamnesi dettagliata, eseguirà una visita e, se necessario, programmerà esami diagnostici come emocromo, dosaggi ormonali e colonscopia, soprattutto in presenza di familiarità per tumore del colon-retto o quando sono presenti altri segni di allarme. Il gastroenterologo valuta anche possibili cause come la disbiosi intestinale o l’alterazione della flora batterica.

    Quando serve il colonproctologo

    Se il disturbo coinvolge, invece, gravi difficoltà espulsive, senso di evacuazione incompleta, bisogno di adottare manovre manuali o presenza di prolassi rettali, è preferibile rivolgersi subito a un colonproctologo. Questo specialista si occupa infatti delle patologie di ano, retto e pavimento pelvico e, oltre alla visita proctologica, può richiedere approfondimenti come:

  • Ecografia del pavimento pelvico
  • Manometria anorettale per valutare la funzionalità della muscolatura del retto
  • La riabilitazione del pavimento pelvico e terapie specifiche rappresentano spesso una soluzione per forme di stipsi secondarie a disfunzioni muscolari locali.

    Il percorso diagnostico e le prime strategie terapeutiche

    Dopo il primo consulto, sia il gastroenterologo sia il colonproctologo possono proporre una serie di indagini tese a:

  • Escludere cause organiche (malformazioni, tumori, infiammazioni croniche)
  • Individuare carenze alimentari o intolleranze
  • Valutare eventuali alterazioni ormonali o metaboliche
  • Solo dopo un’attenta diagnosi sarà possibile stilare un piano terapeutico personalizzato, che può includere:

  • Educazione alimentare con aumento di fibre solubili e insolubili
  • Incremento dell’assunzione di acqua
  • Eserizio fisico regolare per stimolare la motilità intestinale
  • Utilizzo mirato di lassativi (di massa, osmotici, emollienti, stimolanti) selezionati in base alle esigenze della persona e sempre sotto consiglio dello specialista
  • Terapie riabilitative specifiche per i disturbi della defecazione ostruita
  • Un aspetto fondamentale della visita specialistica è capire se la stitichezza rappresenta un sintomo isolato o inserito in un quadro clinico più complesso, che necessita di essere affrontato con un approccio multidisciplinare.

    Quando rivolgersi subito allo specialista

    Esistono segnali che, se presenti insieme alla stitichezza cronica, richiedono una valutazione medica urgente:

  • Presenza di sangue nelle feci o calo ponderale inspiegato
  • Forte dolore addominale persistente
  • Comparsa improvvisa di stitichezza in soggetti con più di 50 anni
  • Anamnesi familiare positiva per tumore del colon-retto
  • In queste situazioni, il tempestivo consulto specialistico permette di individuare rapidamente eventuali patologie sottostanti e di iniziare una terapia mirata che può fare la differenza nella prognosi.

    Il ricorso autonomo e prolungato a lassativi, senza controllo medico, è sconsigliato perché può peggiorare la situazione, causare dipendenza intestinale e mascherare possibili complicanze.

    Conclusioni e consigli pratici

    Affrontare una stitichezza cronica ostinata richiede sempre una valutazione da parte di specialisti esperti. Il primo riferimento è il gastroenterologo, adatto per tutti i casi in cui il disturbo sia legato al rallentamento del transito o a condizioni funzionali. Il colonproctologo diventa essenziale in presenza di problematiche espulsive, disfunzione del pavimento pelvico o sospetto di patologie dell’area anorettale.

    Adottare buone abitudini alimentari, mantenere una regolare attività fisica e ascoltare il proprio corpo sono passi chiave nella prevenzione. Tuttavia, quando la stitichezza non passa, rivolgersi allo specialista giusto è la scelta più responsabile e sicura per individuare la vera causa del disturbo e tornare a vivere con serenità.

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