Spesso il dolore al petto o alla schiena suscita preoccupazione e pone domande sul suo legame con i polmoni e la respirazione. Comprendere la natura di questo sintomo è fondamentale per stabilire se richiede attenzione medica urgente, se può essere correlato a una malattia polmonare, cardiaca o muscolo-scheletrica, oppure se deriva da cause più innocue.
Collegamento tra dolore toracico e i polmoni
Il dolore che si avverte nella regione del torace può avere origini molto diverse. Tra le possibili cause legate ai polmoni, le più frequenti includono la pleurite, la polmonite, l’embolia polmonare e, in casi meno comuni, il pneumotorace o l’ipertensione polmonare. Queste condizioni sono accomunate spesso dalla presenza di dolore acuto, che può peggiorare con la respirazione profonda, e che talvolta si irradia anche posteriormente, verso la schiena. Ad esempio, nella pleurite, l’infiammazione della membrana che avvolge i polmoni (pleura) causa un dolore pungente che si accentua inspirando profondamente.
Nella polmonite, invece, il dolore al petto è spesso accompagnato da altri sintomi come febbre, tosse e respiro affannoso. La presenza di questi segni rafforza il sospetto di una patologia polmonare, soprattutto se il dolore non è limitato a una sola zona ma tende a irradiarsi anche al dorso.
L’embolia polmonare è una condizione che si verifica quando un coagulo di sangue ostruisce un’arteria nei polmoni. In questo caso, il dolore toracico improvviso può essere associato a mancanza di fiato e, talora, ad un senso di pressione o peso sul petto. Il pneumotorace è più raro, ma causa un dolore molto intenso e spesso respiro faticoso, dovuto al collasso di uno o entrambi i polmoni per fuoriuscita di aria nella cavità pleurica.
Altri sintomi da valutare
Per capire subito se il dolore al petto o alla schiena può essere legato ai polmoni, occorre prestare attenzione a sintomi associati che rendono la diagnosi più mirata:
- Fiato corto: la difficoltà a respirare, soprattutto se improvvisa e associata a dolore al petto, suggerisce una possibile patologia polmonare, come polmonite, embolia o pneumotorace.
- Febbre o brividi: la presenza di febbre in contemporanea con dolore toracico o dorsale può indicare un’infezione dei polmoni, come la polmonite o la pleurite.
- Tosse: la tosse, specie se produttiva o persistente, in associazione al dolore al petto, è tipica delle infezioni polmonari.
- Respiro affannoso: se respirare diventa difficile, soprattutto in presenza di dolore toracico acuto, l’origine polmonare è probabile.
- Palpitazioni: se il dolore è accompagnato da battito cardiaco accelerato o irregolare, occorre considerare anche una possibile origine cardiaca.
- Nausea o vomito: questi sintomi possono avere cause diverse, ma in presenza di dolore toracico è importante escludere anche malattie cardiache.
- Rigidità o mobilità limitata: se il dolore dorsale è associato a difficoltà di movimento, la causa potrebbe essere muscolo-scheletrica.
Come distinguere l’origine del dolore tra polmoni, cuore e muscoli
Il dolore toracico, pur essendo spesso collegato ai polmoni, non sempre deriva da lì. Distinguere tra origine polmonare, cardiaca e muscolo-scheletrica è fondamentale:
- Se il dolore peggiora durante l’inspirazione profonda, la causa potrebbe essere pleurite o polmonite.
- Un dolore acuto e improvviso, associato a respiro corto o senso di oppressione sul petto, può suggerire embolia polmonare, infarto o pneumotorace.
- Quando il dolore si irradia verso la parte alta della schiena e viene associato a difficoltà respiratorie, la causa può essere una patologia polmonare.
- Dolori che insorgono in seguito a uno sforzo fisico, a una postura scorretta o a traumi, e che sono associati a rigidità muscolare, hanno spesso origine muscolo-scheletrica.
- Se il dolore è localizzato sotto lo sterno e si presenta con bruciore, potrebbe essere attribuibile a disturbi gastrointestinali, come reflusso gastrico.
La localizzazione del dolore aiuta nella diagnosi, ma spesso solo il medico può stabilire con certezza l’origine attraverso una visita, anamnesi, esami del sangue, radiografie o altre indagini strumentali.
Malattie respiratorie responsabili di dolore toracico e dorsale
Alcune malattie respiratorie sono particolarmente note per provocare dolore toracico e alla schiena. Di seguito una panoramica sulle più comuni:
Pleurite
La pleurite è un’infiammazione della pleura, la membrana che avvolge i polmoni e la cavità toracica. Si manifesta con un dolore acuto e tagliente, che si accentua respirando profondamente o tossendo.
Polmonite
La polmonite è un’infezione dei polmoni ad opera di batteri, virus o funghi. Oltre a dolore al petto e talvolta alla schiena, può causare febbre, tosse (anche con espettorato), respiro affannoso e malessere generale.
Embolia polmonare
L’embolia polmonare è provocata dall’ostruzione di una delle arterie polmonari da parte di un coagulo di sangue. Il dolore toracico improvviso e la difficoltà respiratoria sono sintomi di allarme.
Pneumotorace
Il pneumotorace è causato da una fuoriuscita di aria nella cavità pleurica, che porta al collasso del polmone. Si presenta con dolore acutissimo e respiro difficoltoso.
Altre condizioni
Tra queste anche l’asma e l’ipertensione polmonare possono causare disagio toracico, in genere associato a sforzo dei muscoli respiratori e mancanza di fiato.
Quando preoccuparsi e rivolgersi al medico
Il dolore al petto o alla schiena va sempre valutato con attenzione. È importante consultare il medico in presenza di:
- Dolore intenso, improvviso o persistente
- Respiro corto o fiato affannoso
- Febbre alta associata a tosse e malessere
- Palpitazioni o altri disturbi cardiaci
- Impossibilità a muovere il torace o la schiena
- Sincope o perdita di conoscenza
Questi sintomi possono indicare una patologia grave che necessita di una valutazione urgente. Nei casi dubbi, gli esami diagnostici (radiografia del torace, TAC, analisi del sangue) aiutano a identificare la causa del dolore.
Per una prevenzione efficace, è importante mantenere uno stile di vita sano, evitare il fumo, praticare attività fisica, curare la postura e, in caso di sintomi persistenti, rivolgersi sempre al proprio medico. Solo un parere specialistico consente di distinguere un disturbo muscolare da una malattia respiratoria o cardiaca, riducendo i rischi di trascurare una condizione potenzialmente grave.